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Cinquemila controlli di Capitanerie e Demanio sulle coste.
L'assessore: «Saremo inflessibili». Ma neanche lo Stato rispetta l'ordinanza regionale.
Le contestazioni più frequenti: abusivismo, irregolarità amministrative e barriere a mare BARI — Trentasette lidi pugliesi sequestrati per abusivismo edilizio e muretti fuorilegge. Trentasette concessioni che adesso rischiano di essere ritirate per effetto della nuova legge sulle coste firmata dall'assessore regionale Guglielmo Minervini. E' solo il più eclatante dei risultati dell'attività di controllo svolta dal 25 giugno al 31 luglio dalle forze dell'ordine in collaborazione con il Wwf. Quasi seimila le verifiche lungo gli 850 chilometri di costa pugliese, 170 le sanzioni da mille euro elevate per illeciti amministrativi (accesso al mare negato, assenza della cartellonistica, volume troppo alto della musica diffusa in battigia), 177 le segnalazioni dei bagnanti che hanno contattato il numero verde (800 0850 898) attivato dal Wwf per la denuncia dei reati. Stando alla lettura del dossier presentato ieri da Minervini e dal rappresentante pugliese del Wwf, Pasquale Salvemini, nelle province di Taranto e Lecce si riscontrano le irregolarità più gravi. Il Barese, invece, si contraddistingue per il record degli accessi negati, delle discariche non autorizzate e dei litorali più sporchi. Solo la Capitaneria di porto, in poco più di un mese, ha eseguito 5.500 controlli: le multe sono state 151, 22 i sequestri di cui quattro per la presenza dei muretti sulla battigia. Cemento che, come prevede la nuova ordinanza, deve sparire per fare posto a paletti in legno e corde. Gli uomini della guardia di finanza hanno denunciato otto persone per abusivismo sul demanio (cinque a Taranto, una a Brindisi e due a Lecce) e sanzionato nove gestori (due tarantini, sei leccesi e un brindisino) colpevoli di non esporre i cartelli e di impedire l'ingresso gratuito verso il mare. L'attività dei carabinieri ha portato al sequestro di tre strutture in Capitanata e sei nel Barese, tra Mola, Giovinazzo e Monopoli. Cifre che vanno integrate con quelle del Wwf e della Regione. Il demanio ha provveduto a porre i sigilli ad un lido abusivo a Brindisi e a un chiosco a Mola. Delle 177 segnalazioni raccolte dal numero verde dell'associazione ambientalista, 107 sono relative al demanio marittimo. A Lecce la maglia nera con 53 denunce, seguono Taranto (16), Foggia (15), Brindisi (11), Bari (9) e Bat (3). Circa il 75 per cento delle segnalazioni riguardano gli impedimenti abusivi di accesso al mare (muretti e recinzioni di varia natura), il mancato rispetto negli stabilimenti dell'ordinanza regionale e la continua cementificazione che deturpa la costa. Grazie all'impegno degli attivisti del Wwf si è arrivati al sequestro di quattro lidi a Mola, Molfetta, Bisceglie e Apani. «Le irregolarità persistono - ammette Minervini - i controlli continueranno ad essere rigidi». Ma è proprio lo Stato a non dare il buono esempio. Decine le strutture gestite dalle forze dell'ordine che assomigliano a bunker, con quintali di cemento che hanno spianato le dune. «Lo Stato - provoca Salvemini - dovrebbe fare il primo passo e abbattere i suoi muri». Vincenzo Damiani |